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Immagine  —  Pubblicato: 10 luglio 2014 in HOME

ECCLESIASTE 4:7-12 IL MATRIMONIO DELLE 5 S

Pubblicato: 30 settembre 2016 in SERMONI

 Il matrimonio delle cinque “S”:

Salomone parla agli Sposi di Soccorso Sentimenti Solidarietà

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Barzio, 10 settembre 2016

 

«Ho anche visto un’altra vanità sotto il sole: un tale è solo, senza nessuno che gli stia vicino; non ha né figlio né fratello, e tuttavia si affatica senza fine, i suoi occhi non si saziano mai di ricchezze. Non riflette: «Ma per chi dunque mi affatico e mi privo di ogni bene?» Anche questa è una vanità, un’ingrata occupazione. Due valgono piú di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. Infatti, se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senz’avere un altro che lo rialzi! Cosí pure, se due dormono assieme, si riscaldano; ma chi è solo, come farà a riscaldarsi? Se uno tenta di sopraffare chi è solo, due gli terranno testa; una corda a tre capi non si rompe cosí presto.» Ecclesiaste 4:7-12

INTRODUZIONE

Ecclesiaste 4:7 Ho anche visto un’altra vanità sotto il sole

Prima di iniziare a parlare del matrimonio, vogliamo dare uno sguardo al libro che contiene il nostro brano. L’Ecclesiaste può essere considerato il libro dell’esperienza di Salomone, dove per la grazia di Dio viene risollevato dopo la sua caduta ed in cui parla del declino e del peso dell’età ma anche dell’incapacità del mondo e della natura umana di dare felicità. Le frasi ‘vanità delle vanità, tutto è vanità’ e ‘correre dietro al vento’ si ripetono lungo tutto lo scritto. Un giorno sulla banchina della metro per andare al lavoro ho sentito un tizio dire al collega: “Cori cori, stamo sempre qua” ad indicare gli affanni che si ripetono ogni giorno senza produrre dei cambiamenti.  Il libro si conclude con l’esortazione a temere Dio ed osservare i Suoi comandamenti, attitudini che realmente possono darci saggezza, conforto e soddisfazione. Leggi il seguito di questo post »

EFESINI 1:3-14 DIO DICE BENE DI TE

Pubblicato: 30 settembre 2016 in SERMONI
DIO DICE BENE DI TE

INTRODUZIONE

3 Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo.

Paolo ha passato molto tempo in Efeso e questa lettera è considerata il riassunto del suo pensiero che lui ha di volta in volta espresso nelle sue epistole.

Questo brano affronta le benedizioni spirituali che, come credenti, riceviamo. Ma cosa vuol dire ‘Benedire’? Significa “parlare bene di”, “esaltare, elogiare”, ma anche “essere di beneficio, prosperare”. Nell’Antico Testamento la parola ‘benedire’ è usata più di 400 volte. Quindi potremmo tradurre questo versetto iniziale così: “Io dico bene di Dio perché Lui ha detto bene di me nel darmi tanti benefici”. “Ci ha benedetto” indica una benedizione avvenuta nell’eternità passata. Queste benedizioni spirituali sono intese come arricchimenti necessari per la vita spirituale. Non dobbiamo chiederli, pagarli, ma farli nostri tramite la fede, ci appartengono dal momento in cui entriamo nella famiglia di Dio. Come Giosuè che non doveva chiedere la terra promessa perché Dio gliela aveva già data, ma doveva solo entrarci e godersela.

Perché benediciamo il cibo? In effetti noi benediciamo Dio per il cibo, esso lo è già dal momento che proviene da Dio. Non è che, benedicendolo, gli succede qualcosa, si insaporisce! Noi in realtà ringraziamo Dio perché provvede ai nostri bisogni, ringraziamo gli altri che lo hanno preparato. Leggi il seguito di questo post »